Sagra dea Renga

In omaggio alla tradizione tipica di Motta di Livenza e del territorio limitrofo, proponiamo su richiesta a cena un menù con protagonista la Renga (aringa)

MERCORE GROT
Il mercoledì triste e l’aringa
La Quaresima è un evento saliente per la Chiesa cattolica. È, infatti, quel lasso di tempo che
precede la Pasqua. Secondo il rito Romano dura quarantaquattro giorni (partendo dalle Ceneri). E
proprio il dì delle ceneri è un momento significativo, che suggerisce fra l’altro ai credenti un
comportamento morigerato, che contempla anche la condotta alimentare. Senza trascurare i
momenti di riflessione, preghiera e penitenza.
A est di Venezia, nella zona di Motta di Livenza (TV), oggi è una giornata profonda non solo dal
punto di vista ecclesiastico. Il mercore grot (il mercoledì triste) ricorda un evento eloquente per la
bella cittadina bagnata dal fiume Livenza: cinquecento anni fa ci fu il tentativo delle guarnigioni
turche di conquistare il castello locale e proseguire poi alla volta della vicina Venezia. L’incursione
avvenne a cavallo tra l’ultimo giorno di carnevale e il primo di Quaresima – nell’anno del Signore
1499. L’esercito turco scelse di attaccare quella notte consapevole che la popolazione sarebbe
stata distratta dai festeggiamenti di carnevale. La strategia dell’esercito musulmano era ben ordita,
e prevedeva la conquista anche di altre borgate del Veneto Orientale. Tuttavia, gli abitanti di Motta
si accorsero della presenza nemica e diedero l’allarme. L’attacco dei turchi fu così impedito, anche
se con numerose perdite umane, e il paese si salvò. Il giorno dopo, in città, si festeggiò lo
scampato pericolo pasteggiando con aringhe e vino rosso prima di dare inizio alla Quaresima –
quindi al digiuno che sarebbe durato fino a Pasqua.
Da quel momento in poi ogni anno si celebra la “sagra dea renga” (festa dell’aringa), un evento
sentito dai mottensi in virtù di quella tragica notte di fine ‘400. I festeggiamenti coinvolgono da
sempre un po’ tutta le famiglie del luogo, e in casa si consuma l’aringa con la polenta. Un tempo,
per l’occasione, i menu delle trattorie mettevano in evidenza l’aringa, ed era consuetudine recarsi
in quei locali per apprezzarla. Naturalmente, con il trascorrere degli anni, sono subentrati anche
altri piatti tipici della cucina veneta ad arricchire il menù. In ogni caso la ricetta preminente resta
l’aringa (renga), a riecheggiare appunto quell’evento remoto. Per esempio l’aringa sotto sale, un
piatto senza dubbio frugale, che appare spesso nei convivi del periodo quaresimale e nei digiuni.
Dalla storia e dalle relative vicissitudini umane giungono talvolta spiegazioni che non di rado
accarezzano il costume religioso. Oppure che si mescolano assieme creando cronache sicuramente
avvincenti che stimolano curiosità e interesse.
Fonte: http://www.lplnews24.com/2011/03/mercore-grot-il-mercoledi-triste.html

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